Effetto Piranesi

Giovanni Battista Piranesi (1720-1778) è stato un incisore, architetto e teorico dell’architettura italiano.
La sua vocazione per l’architettura, la grande passione per l’archeologia e l’interesse per il vedutismo lo hanno reso uno dei personaggi più eclettici della storia dell’arte.
G.B. Piranesi è diventato famoso grazie alle sue incisioni nelle quali  fanno da protgoniste indiscusse le rovine che rappresentano l’eredità di un qualcosa che non farà ritorno ossia l’architettura romana, da lui ritenuta il fondamento di tutte le architetture successive.
Le sue tavole, contraddistinte da una particolare drammaticità, riescono a sottolineare ed esaltare la grandiosità espressiva degli elementi architettonici, riuscendo così, a comunicare quel sentimento di sublime grandezza del mondo antico.
Il suo lavoro, in contrapposizione al filoellenismo del Winkelmann, è incentrato soprattutto sulla magnificenza dell’architettura romana: la Roma del sogno e del mito, la città eterna dove ogni epoca ha lasciato nel profondo il suo segno.
Veduta del Tempio di Ercole dalla città di Cora, 1769.
Veduta del Tempio di Ercole dalla città di Cora, 1769.

 

Piranesi con il suo rovinismo, trasforma il rudere in immagine maestosa e affascinante, dove l’antichità, in un affollarsi di mura sgretolate e rovine rivela la grandezza dell’animo umano come un’appendice della natura in grado di mesmerizzare chi la guarda: l’immagine del baratro, la vertigine de labirinto e la minaccia di inquietanti presenze, sono gli elementi che colpiscono di più la fantasia, infondendo negli occhi dello spettatore quel senso di intimo mistero e fascino.

L’insieme di questi elementi convergono in quello che alcuni critici definiscono effetto Piranesi.
Veduta di Campo Vaccino, 1772
Veduta di Campo Vaccino, 1772

 

Altro elemento dominante nella sua opera è il  topos della nostalgiadettato da una reale e profonda nostalgia nei confronti di un passato al quale contrapporre la disarmonia del presente:

un passato non vissuto ma riscoperto e idealizzato, un passato che ha lasciato il suo segno indelebile e che non riusciamo nè a ricordare nè a dimenticare ma che non possiamo fare a meno di ricercare ammirare e rispettare.
Incisione della Piramide Cestia, 1756.
Incisione della Piramide Cestia, 1756.
Collegamenti:
Libri consigliati:
Crespi, L., Piranesi Archeologo nuovo, Busto Arsizio 1955.
Cuomo, A., «G.B. Piranesi e l’archeologia per ‘frantumi’ come scienza della città», in Dalla città preindustriale alla città del capitalismo, a cura di A. Caracciolo, Bologna 1975.
Curcio G., Kieven E.(a cura di), Storia dell’architettura italiana. Il Settecento, Electa, Milano 2000.
Maclaren, Sarah F., La magnificenza e il suo doppio. Il pensiero estetico di Giovanni Battista Piranesi, Milano, Mimesis, 2005.
Miller, N., Archäologie des Traums. Versuch über Giovanni Battista Piranesi, München 1978.
R. Macauly, Pleasure of Ruins, Londra, 1953.

 

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