Le parole di cui viviamo

Collage by Mariano Peccinetti 3
Collage By Mariano Peccinetti

Cambiare prospettiva è possibile?

La fine dell’anno è sempre un tempo di bilanci e a questo punto, tutti noi avremo tratto i nostri e dovremmo essere pronti per nuovi progetti che possano arricchirci allargando i nostri orizzonti verso nuove prospettive .

Quindi quale miglior modo per iniziare il nuovo anno e tutti i nostri nuovi progetti  con l’intento di aprirci prospettive nuove?  E  che cosa è la prospettiva?  Dal punto di vista filosofico, il prospettivismo –  termine introdotto da Gustav Teicmüller – indica una dottrina secondo la quale il mondo, le cose e gli eventi possono essere analizzati da diversi punti di vista, ognuno dei quali può aiutarci a comprendere meglio la realtà che ci circonda.

Ma come fare per cambiare punto di vista?

Probabilmente i più scettici tra voi staranno pensando che, spesso, i buoni propositi di questo tipo non servono a molto e  dopo l’entusiasmo iniziale quasi sempre ci si ritrova intrappolati negli stessi schemi che ci hanno spinto a cambiare. Avete ragione, ma proprio per evitare questo, dovremmo fare un passo indietro e prima di cambiare il mondo che ci circonda, dovremmo fare il tentativo di  trasformare noi stessi,  cercando di essere il cambiamento che vorremmo vedere, perché  cambiare i soggetti / oggetti che ci circondano non modifica il nostro punto di vista.

[Le parole sono importanti] – Un piccolo esercizio di trasformazione:

  1. Create una metafora di voi e della vostra vita attuale.
  2. Creare un’immagine che rappresenta voi e la vostra vita.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve e pensateci bene: cosa avete immaginato?

Ora analizzate bene in quale modo vi siete raccontati: quando utilizziamo una metafora, secondo Max Black, si crea una cooperazione tra idee dove il soggetto principale  della frase (in questo caso voi o la vostra vita) e il soggetto secondario (i termini che avete scelto), trascinano con sé un sistema di luoghi comuni associati ai quali il lettore /ascoltatore fa riferimento nel processo di interazione, la metafora quindi – sostiene ancora Black – piuttosto che formulare una somiglianza la crea –  (“la tesi della creatività forte”) anzi è in grado di creare è una nuova visione e una  nuova intuizione della realtà: quindi le immagini mentali non solo ci aiutano a dare una forma sintetica e immediatamente percepibile a concetti astratti e complessi, ma ci aiutano anche a creare delle nuove visioni della realtà; per questo motivo vi consiglio di non lasciarvi influenzare da criteri puramente estetici o poetici e prestare attenzione alle vostre scelte quando parlate di voi stessi: ciascuna immagine da voi creata, si porta dietro dei significati e  ogni significato implica delle conseguenze che possono influire sulla percezione del mondo. Come sottolinea Karl Kerenyi  “l’interdipendenza fra pensiero e linguaggio rende chiaro che le lingue non sono tanto un mezzo per esprimere una verità che è stata già stabilita,  quanto un mezzo per scoprire una verità che era in precedenza sconosciuta”  quindi se volontariamente ci soffermiamo e coltiviamo immagini e metafore con connotazioni negative -per quanto belle e poetiche – non faremo niente per cambiare prospettiva e scoprire nuovi lati dell’esistenza.  Anche Jaques Lacan sottolinea come l’uomo, emerga da un brodo primordiale fatto innanzitutto di “parole che lo precedono, lo situano e ne determinano l’apertura verso il mondo e la prospettiva” e proprio per questo non possiamo considerare il linguaggio come uno strumento per comunicare, ma dobbiamo cominciate a valutarlo come “condizione del costituirsi della realtà, del suo darsi.

Insomma, in principio era il Logos e noi oggi ripartiamo da qui: impariamo ad ascoltare le nostre parole e prendiamoci cura di esse, da qui potremo costruire un nuovo vocabolario in grado di regalarci visioni di nuovi mondi  fino ad oggi impossibili da vedere.

Testi consigliati per approfondire:

  • Metaphor di Max Black.
  • Metaphors we live by di George Lakoff e Mark Johnson.
  • Dionysos: Urbild des unzerstörbaren Lebens di Karl Kerenyi.
  • Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi di Jaques Lacan.

 

Plant your own garden
and decorate your own soul
instead of waiting for someone
to bring you flowers

After A While – Veronica A. Shoffstall

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