The Stars Look Different Today

Ho molte personalità, come un attore che recita tanti personaggi in diversi film. Ho sempre voluto essere un catalizzatore. Io non sono una rockstar, io non sono nel rock’n roll.

Non pensavo sarei stata così triste, invece stamattina quando ho sentito la notizia è successo.

È stato un dolore che non mi aspettavo di provare e per questo ho deciso di scrivere il mio personale ringraziamento a David Bowie che oggi ci ha lasciati, un ringraziamento senza troppe pretese ma scritto con il cuore.

Non dimenticherò mai quando a 14 anni ho comprato The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e ho ascoltato per la prima volta Five Years, Starman Rock and Roll Suicide, che emozione, per la prima volta mi sembrò di capire che si poteva essere diversi ed essere felici allo stesso tempo.
Quanti amori fantasticati tra le note di Heroes sognando che un giorno sarebbe arrivato il mio eroe con l’eye liner da baciare sotto il muro di Berlino, noi e il nostro amore contro tutti: “we can beat them forever and ever,  we can be heroes forever and ever”, fino ad arrivare alla magica Space Oddity,  quanti bei ricordi  le sere d’estate con la chitarra a gridare can you hear me Major Tom? Can you hear me Major Tom? Immaginando mondi lontani persi tra le stelle con gli occhi pieni di sogni, sogni che sono cresciuti con noi e che resteranno per sempre, anche se alcuni si sono eclissati e forse solo un giorno si realizzeranno trasformati da una nuova luce.

bowie3

David, come ho detto all’inizio, ho scritto questo articolo per ringraziarti perché stamattina quando ho saputo che non c’eri più all’improvviso mi sono ricordata tutta la mia adolescenza: io sono una di quelle ragazze che ha imparato a truccarsi guardando le rock star, primo tra tutti tu. Inutile dire che non ringrazierò mai abbastanza chi, come te, mi ha insegnato a truccarmi per comunicare, per il piacere di esprimere me stessa e non semplicemente per nascondere le imperfezioni o sentirmi più bella.

Oggi ho capito che è anche grazie alla tua arte se posso dire di aver imparato a concepire l’arte come un bisogno di comunicazione interiore profondo che si origina da un impulso istintivo, il quale, se ben incanalato può arrivare a toccare ogni cosa, da i sogni ingenui di una ragazzina al vasto mondo dell’arte e della moda.

David, al di là di tutte le parole che si sono scritte oggi e si scriveranno domani, credo che la tua arte ci abbia trasmesso un senso di libertà e creatività che ha saputo rivelare l’importanza di essere se stessi sempre e comunque, perché tutti gli altri sono già occupati e non vale la pena mentire, la vita è troppo breve, meglio ricercare, sperimentare e osare.
Del resto non siamo forse noi la nostra opera d’arte più importante?

Dovremmo essere tutti gli eroi di noi stessi.

I don’t know where I’m going from here, but I promise it won’t be boring

 

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