Auguri

au-gù-rio

dal latino: augurium, da augur augure.
Speranza, desiderio di buon auspicio; presagio; divinazione dell’augure.

Nell’antica Roma e fra gli Etruschi esisteva un tipo di sacerdote chiamato augure, il cui compito era quello di interpretare la volontà degli dèi.

La divinazione poteva essere fatta:

  • Ex avibus (dagli uccelli).
  • Ex caelo (dal cielo).
  • Ex quadrupedibus (da quadrupedi).
  • Ex Diris (da presagi).

Questi sacerdoti non divinavano la volontà celeste in astratto, ma verificavano se una decisione o un atto già compiuti incontrassero o meno il volere degli Dei.
Ai giorni nostri, l’augurio rimane un desiderio che si esprime in occasioni speciali, nella speranza che il volere delle divinità coincida con quello che si augura.

Quindi, in questo giorno da sempre speciale, sono felice di condividere con voi una breve riflessione e farvi i miei migliori auguri!

[Sol Invictus – l’eterno ritorno della luce]

Intorno al solstizio d’inverno (che poteva cadere tra il 19 e il 25 Dicembre) i pagani celebravano una festa dedicata al trionfo della luce sulle tenebre, incentrata sulla nascita del dio Eone (Aîon) generato dalla vergine Kore (fanciulla, potenza femminile, altro nome di Persefone rif. misteri Eleusini).

Aîon nella tradizione cosmologica greca, insieme a quella più celebre di Kronos corrispondente al Saturno latino, era uno degli aspetti del Tempo, inteso nella sua valenza di eterno presente.

Il mito del Sol Invictus ci permette di parlare della dottrina dell’eterno ritorno, colta da Nietzsche e bene espressa nei suoi Frammenti Postumi:

“In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte”

Ogni evento che possiamo vivere, quindi, lo abbiamo già vissuto infinite volte nel passato e lo vivremo infinite volte nel futuro.
Tutto ritorna: il sole dopo la notte, la primavera dopo l’inverno, la veglia dopo il sonno.
Ma non dobbiamo per questo cadere nel nichilismo, credendo di vivere un’esistenza ritornante senza senso e scopo; ma anzi, dato il supremo valore che l’uomo da sempre e in modo innato attribuisce a ciò che non diviene a prescindere dal suo sistema di credenze, dobbiamo cogliere gli opposti e come anche Nietzsche appellandosi al coraggio, come alla qualità più propria dell’uomo, ci invita a fare, e tentare di
Imprimere al divenire il carattere dell’essere” perché “è questa la suprema volontà di potenza. […] Che tutto ritorni, è l’estremo avvicinamento del mondo del divenire a quello dell’essere: culmine della contemplazione.

Di chi riesce in questo compito ha detto Sofocle: “tre volte felici/ quelli fra i mortali, che vanno nell’Ade dopo di aver contemplato/ questi misteri: difatti solo a essi laggiù/ spetta la vita, mentre agli altri tutto va male laggiù”.
(Antigone 1115-1121)

Così nel buio di un inverno che sempre si ripeterà, festeggiamo la notte che precede il ritorno della luce.

Tu, che sempre con la tua mano sciogli le fila che il destino aggroviglia in nodi inestricabili, tu, che calmi le bufere della fortuna e poni un freno alle funeste rivoluzioni delle stelle.
Sii benigna quando verrà l’anno prossimo e nelle preghiere riapparirà, ormai antico, questo stesso amore.
E voi, o Parche, sincere nel profetizzare ciò che è deciso per sempre aggiungete altri buoni destini  a quelli già compiuti.
Che ormai la Fede, la Pace, l’Onore e l’antica e perduta Virtù vogliano tornare e felice appaia l’abbondanza, perché sempre tu Luce splendi nelle tenebre e le tenebre non ti hanno vinta.

image

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s