La guerra della sottomissione

In questi giorni mi è capitato di venire a conoscenza di un caso letterario scoppiato in Spagna, dove il libro della giornalista italiana Costanza Miriano “Sposati e sii sottomessa”  (seguito da “Sposati e muori per lei”) è finito nell’occhio del ciclone.

Le accuse che vengono mosse alla sua opera sono molteplici da “apologia della violenza” a “discriminazione verso le donne”. Mi sono subito interessata perché oltre ad associazioni sui diritti delle donne si sono mobilitati anche i partiti (PP, PSOE e IU) annunciando inizitive parlamentari per farlo ritirare dalle librerie.  Così desiderosa di conoscere cosa mai avesse potuto suscitare tanta indignazione mi sono incuriosita.

Ammetto che le parole “sposati e sii sottomessa”  possono trarre in inganno a prima vista,  ma una volta approfonditi meglio questi testi, ci si rende subito conto di quanto la protesta spagnola sia spropositata.

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Vediamo cosa dichiara la pericolosissima autrice dell’opera che ha scandalizzato la Spagna:

Nello specifico, il difetto femminile è il desiderio di controllo, e per questo San Paolo, nella lettera agli Efesini che ispira i miei titoli, le invita a essere sottomesse. Il difetto maschile è invece l’egoismo, ed è per questo che San Paolo agli uomini chiede di morire per le spose. Come è evidente il servizio è reciproco, ma non uguale. Speculare ma non omologo. La dignità è la stessa in quantità ma non in qualità. Ogni coppia ha i suoi equilibri unici e irripetibili, la sottomissione non c’entra nulla con chi fa i letti e chi cucina. La donna deve essere sottomessa nel senso di fare un passo indietro nel suo perfezionismo, nel voler plasmare, formattare tutte le persone che ha intorno. La Provvidenza ci ha dotate della capacità di condizionare gli altri, perché siamo chiamate a educare, ma dobbiamo usare bene questo talento. La donna ha il compito di far vedere all’uomo il bene e il bello possibili, può rimandare all’uomo un’immagine positiva di se stesso.
Io ho sempre fatto quel che ho voluto, viaggiare, lavorare (sono giornalista in tv), fare sport a livello agonistico, e se auspico che le donne mettendo a tema la famiglia facciano un passo indietro  è perché ormai penso che siano davvero avanti.

Ops, forse ho dimenticato di dire che, ho anche poi scoperto, che l’autrice in questione è una fervente cristiana e che il libro è stato pubblicato dalla casa editrice “Nuevo inicio” dell’Arcidiocesi di Granada. Insomma, i libri in questione sono un’opera di carattere religioso che si prefiggono l’obbiettivo di dare consigli generici sul matrimonio all’uomo (Sposati e muori per lei) e alla donna (Sposati e sii sottomessa) attualizzando e provando a fornire una chiave di lettura in base all’esperienza personale -dell’autrice- sul famigerato messaggio biblico di San Paolo:

“Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore perché è l’uomo il capo della donna, come anche Cristo è il capo della Chiesa, egli il salvatore del suo corpo. 24 Dunque, come la Chiesa è soggetta a Cristo, così devono esserlo le mogli ai loro mariti in tutto / E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. per santificarla purificandola con lavacro dell’acqua nella parola 27 per farsela comparire innanzi, la Chiesa, gloriosa, senza macchia né ruga né alcunché di simile, perché invece sia santa e irreprensibile Così anche i mariti devono amare le loro mogli come il loro proprio corpo. Chi ama la sua donna ama se stesso. Nessuno odiò mai la propria carne; anzi ciascuno la nutre e ne prende cura come Cristo fa per la Chiesa, 30 poiché noi siamo membra del suo corpo”

Come ho appunto detto, l’autrice ne da una sua interpretazione, molto semplice e se vogliamo incompleta in quanto nella nostra lingua, il “come” ha un valore piuttosto comparativo ma la parola greca invece, contiene due significati ed ha qui soprattutto il valore causale dell’affermazione precedente «nel timore di Cristo». Scrive Cantalamessa:

in una società fortemente (e giustamente) consapevole della parità dei sessi, [questa visione di Paolo] sembra inaccettabile. Infatti è vero. Su questo punto san Paolo è, in parte almeno, condizionato dalla mentalità del suo tempo. Tuttavia la soluzione non sta nell’eliminare dai rapporta tra marito e moglie la parola “sottomissione”, ma semmai nel renderla reciproca, come reciproco deve essere anche l’amore.

infatti se seguiamo alla lettera la frase di San Paolo dovremmo dedurre che alla donna non è richiesto di amare suo marito e logicamente questo può mai essere possibile? Può esistere la sottomissione senza amore alcuno e può esistere  un amore (pronto al sacrificio addirittura della vita) senza sottomissione? In quest’ottica ovviamente no, altrimenti avremmo una donna sottomessa per dovere e un uomo che invece la ama con tutto se stesso senza esserne ricambiato. Questo non sembra possibile, difatti l’esortazione con cui comincia il versetto è “siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” quindi si può semplicemente dedurre che San Paolo stia ricordando ai coniugi le loro specifiche mancanze chiedendo alle donne di fidarsi e ubbidire al marito e ai mariti di amarle senza riserva alcuna, quindi, ci sta parlando di un “matrimonio perfetto” dove la donna si fida ciecamente del suo uomo che a sua volta la ama in modo divino.

Bisogna inoltre dire a difesa di San Paolo che in questa sua lettera non sta modificando l’istituzione del matrimonio chiedendo un nuovo compito alle donne, tutt’altro! Le donne dell’epoca non avevano scelta e una volta sposate dipendevano in tutto dal proprio marito in quanto era lui solo a mantenerle, quindi è possibile che San Paolo stia semplicemente dicendo alle donne di non avere più timore e di accettare la loro condizione considerando il proprio marito come Cristo stesso; è invece all’uomo a cui da un nuovo compito ossia quello di amarle nello stesso modo in cui Cristo ha amato la sua chiesa, specificando inoltre che chi non ama sua moglie non ama neanche se stesso quindi deve amare e prendersi cura della propria donna così come ama e cura il “proprio corpo”.

Ma nel libro della Miriano si possono trovare frasi di questo tipo:

“Il cambiamento che tutte le donne vogliono dal proprio marito, ammesso che sia necessario – per quella irriducibile e feconda differenza che è il segnaposto dell’altro- non lo devono fare loro, ma il Signore”

“Di solito comunque la mia risposta a qualsiasi problema è una scelta tra le seguenti: ha ragione lui, sposalo; fate un figlio; obbediscigli; fate un altro figlio; trasferisciti nella sua città; perdonalo; cerca di capirlo; e infine fate un figlio”.

“L”idea della nonna era che a tavola le donne si sedessero dopo aver sfamato gli uomini, persino quando anche loro erano state a lavorare nei campi”

Quindi ricapitolando, si tratta solo di un libro a sfondo cattolico, la cui autrice esprime una sua opinione più o meno condivisibile diretta ad un determinato pubblico, perché siamo onesti, gli unici che si interesseranno seriamente a questo tipo di letture saranno, quasi sicuramente, persone fortemente già interessate alla religione (infatti il libro ha venduto circa 45.000 copie). Di sicuro non potrà “traviare” giovani menti, ma vi immaginate la reazione di una tipica ragazza  – che ascolta, non so, Marylin MansonBritney SpearsRihanna etc- che entra in libreria e vede un libro edito dalla chiesa con questo titolo? Ovviamente non lo degnerà neanche di uno sguardo.

Ora, ognuno è libero di apprezzare o meno un libro e soprattutto ognuno è libero di condividere o no i pensieri che esso contiene e tutti sono invitati a discuterne: questo si chiama confronto, ed è un bene prezioso. Ad esempio, anche se qualche consiglio lo trovo condivisibile e ragionevole, il libro in questione (“Sposati e sii sottomessa”) non mi è piaciuto primo perché descrive gli uomini come fossero tutti dei perfetti idioti buoni solo a lavorare e incapaci per natura persino di ricordarsi l’orario di un antibiotico (e a momenti anche il nome del figlio) mentre la donna viene descritta come una sorta di super eroina un po’ frivola e troppo chiacchierona capace di fare tutto che però  a causa del peccato originale deve imparare a non soffocare il marito con i suoi super poteri perché lui non potrà mai correggersi a meno che Dio stesso non faccia un miracolo, secondo perché più che essere una riflessione sul matrimonio mi sembra più che altro un tentativo di definire i confini tra i due sessi.

Probabilmente l’autrice voleva essere provocatoria invitando le persone ad aprire un dibattito sui ruoli e sulla differenze tra uomo e donna in una società che cerca sempre più di sfumarne i confini però trovo questa sua visione dei sessi riduttiva, incompleta e a tratti infantile, insomma, per evitare un difetto bisogna evitare di cadere nel difetto contrario. Esistono libri sul matrimonio nell’ottica cristiana di altri autori come Tolstoj (se cliccate sul nome potete vedere il .pdf) che hanno molto più da dare e approfondiscono molti temi anche quelli più difficili. Detto ciò comunque non vedo assolutamente quale pericolo possa mai  rappresentare un prodotto del genere al punto di scendere in piazza, strapparne le copertine e volerlo ritirare dalle librerie. Quella spagnola è una protesta profondamente stupida e priva di senso alcuno.

Comunque, leggendo le varie polemiche e scambi di battute, non ho potuto fare a meno  di notare il paragone fatto da alcuni commentatori su vari blog riferendosi all’altro caso letterario degli ultimi tempi: 50 sfumature di grigio.I libri sono usciti praticamente in contemporanea e, in fondo, trattano in modo opposto temi simili, e per di più  la trilogia di EL James finisce proprio con un bel matrimonio.

– spoiler alert –

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50 sfumature di grigio ci racconta di Anastasia Steele, una ragazza patologicamente insicura, smemorata a tratti un po’ idiota e soprattutto orribilmente infantile e di un ragazzo, Christian Grey miliardario, bellissimo, sessualmente superdotato, bravo in tutto ciò che fa ma tormentato da un oscuro passato… Insomma anche queste figure come nel caso di “Sposati e sii sottomessa” sono delle caricature di uomo – donna. Lei è simpatica ma  priva di personalità, lui è un maniaco del controllo bisognoso di coccole.

La trama si  basa – come tutti già saprete – su scene di sesso ripetitive fino a quando il nostro Mr. Grey scambia l’immaturità della ragazza per  indomabilità e si innamora… Già solo per questo potrebbe passare per un’opera comica, perché davvero nessuno dopo aver letto i libri potrebbe mai definire Anastasia come una ragazza profonda che si sa imporre, anzi tutt’altro:  passa in una sera da “vergine che non ha mai dato un bacio” a schiava sessuale di un perfetto sconosciuto e riesce a far passare le bizzarre pratiche sadomaso come il necessario hobby del suo amato, senza contare poi, che lui è anche uno stalker di prima categoria: la pedina giorno e notte, sa sempre dove si trova, intercetta le sue telefonate, si fa trovare senza invito ovunque, arrivando persino a comprare l’azienda nella quale lei lavora per poterla controllare meglio. Ma anche in questi casi, la protagonista, invece di reagire mostrando segni di intelligenza, si limita solo a fare capricci che lasciano il tempo che trovano,  per poi prendere atto di queste sue ennesime “stranezze” e  accettarle di buon grado, dopo tutto, se lui si comporta così è solo perché ci tiene e vuole proteggerla.
Dulcis in fundo, nel giro di un solo mese l’amore trionfa, e il protagonista, che guarda caso nascondeva un animo buono risvegliato dalla nostra eroina, diventa un bravo fidanzato, poi il marito dei sogni e  infine un perfetto padre di famiglia. Morale della favola? Anche dietro ad un mostro può nascondersi il principe azzurro, basta solo aspettare.

Io mi chiedo semplicemente, come mai in questo caso le associazioni di tutela delle donne, le femministe etc non si siano indignate? A sentir loro, è perché un libro del genere non può essere considerato un pericolo essendo un’innocua fantasia erotica. Certo, innocua, che male ci potrà mai essere nell’erotizzare un sadico trasformandolo in principe azzurro e nell’elevare l’insicurezza e l’immaturità in forza?  Soprattutto facciamo finta che non sia molto più probabile che una ragazza di oggi sia attratta da questo tipo di letteratura rispetto ad un’opera a sfondo cattolico che da consigli sul matrimonio cristiano basandosi su un messaggio di San Paolo. Bah, che sia vero che gli “uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa?”

Io mi sento di chiudere questo post in modo aperto citando – come sopra – Gilbert Keith Chesterton, lascio a voi le critiche e le conclusioni

Così come vi sono differenze reali tra le diverse sfumature di blu, anche se esse restano entrambe blu, o così come vi sono differenze reali tra Oxford e Cambridge, anche se sono entrambi due piacevoli parchi-gioco, c’è, dopo tutto, qualcosa dietro l’atteggiamento del Partito Conservatore verso il proprio avversario. È qualcosa di piuttosto interessante, e potrebbe essere riassunto così. Tutto il mondo moderno si è diviso tra Conservatori e Progressisti. L’attività dei Progressisti consiste nel provare a fare errori. L’attività dei Conservatori consiste nell’evitare che gli errori vengano corretti. Anche nel momento in cui il rivoluzionario potrebbe pentirsi della sua rivoluzione, il tradizionalista è già lì a difenderla come parte della sua tradizione. Così, abbiamo due grosse tipologie umane: la persona avanzata che ci precipita verso le rovine, e quella retrospettiva che ammira le rovine. Le ammira soprattutto sotto i raggi della luna, per non dire al chiaro di luna. Ogni nuovo errore del progressista o del pedante diventa immediatamente una leggenda di antichità immemorabile per lo snob.

It’s getting faster, moving faster now, it’s getting out of hand,
On the tenth floor, down the back stairs, it’s a no man’s land, Lights are flashing, cars are crashing, getting frequent now

I’ve got the spirit, lose the feeling, let it out somehow

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